Cap. Cpl. Ferruccio BRAMBILLA

II/278° Rgt – Comandante 5ª Compagnia poi III/278° Rgt - Comandante 11ª Compagnia -

Ufficiale di collegamento con le truppe romene

nato a Cisano Bergamasco nel  1903

deceduto  a Cisano Bergamasco nel 1982


Incorporato al 90° Reggimento Fanteria della Divisione COSSERIA in Russia dopo la ritirata e rimpatriato dopo lo scioglimento dell'8ᵃ Armata, rimane in servizio nella Cosseria come  Comandante della Compagnia Comando del 90° Reggimento fino all'8 settembre 1943.



Mio padre, Ferruccio Brambilla di Cisano Bergamasco, nato nel 1903 e deceduto nel 1982, è stato capitano nella Divisione VICENZA, aggregato al 278° Reggimento 5° compagnia nella campagna di Russia, e fortunatamente sopravvissuto alla ritirata.

Mio padre non ha mai voluto raccontare in dettaglio le vicende dolorose di cui è stato partecipe.

So solo che ogni tanto si ritirava nel suo studio, dispiegava sul piano della scrivania vecchie cartine militari della regione del Don e restava in raccoglimento, forse ricorrendo mentalmente quella lunga marcia sotto la neve che, dalle sue parole, durò 30 giorni, con 30 gradi sottozero, una coscia di  mulo congelata sotto la sua giubba e un paio di stivali Valenki recuperati da un soldato russo caduto.

Quando morì mio padre lasciò scritto che nella sua bara fosse deposta la sua “bustina” di ufficiale e la vecchia coperta militare che si era riportato dalla Russia.

Al suo funerale arrivarono a sorpresa due alpini di Casazza, reduci mi sembra del battaglione Vestone. Mi raccontarono di dover la vita a mio padre che li aveva trascinati  per giorni fuori dalla sacca “a calci nel sedere”.

Mio padre, per quel poco che ha voluto raccontare, era posizionato sul fronte nord del Don, come ufficiale di collegamento con le truppe romene.

Il giorno dell’attacco russo fu svegliato alle 4 del mattino dal suo attendente Isacchi, pure lui di Cisano Bergamasco, con le seguenti parole “signor capitano, ci sono i russi!”.

Fuori dalla tenda i romeni non c’erano più. C’erano solo russi con carri armati e soldati con gli sci ai piedi che avanzavano da ogni parte.

E mio padre iniziò la sua ritirata col suo attendente, incrociando nei trenta giorni d’inferno alcuni alpini della Tridentina che lo seguirono.

Non so come andarono le cose. Mi disse solo che alcuni di quelli che si aggregarono con lui non ce la fecero.

E pensare che all’epoca mio padre aveva quasi quarant’anni!

So ancora che partecipò allo sfondamento di Nikolaevka e che dopo quei fatidici 30 giorni, sempre marciando nella steppa, scorse in lontananza sul dosso di una collina le sagome di due carabinieri a cavallo. 

E a quel punto capì che era salvo.

Rientrato dalla Russia fu aggregato al 90° Reggimento Fanteria della Divisione COSSERIA di stanza a Sesto San Giovanni.

Il 9 settembre del 1943 di fronte al pericolo di un attacco delle truppe tedesche fu dato l’ordine di scioglimento del Reggimento e a mio padre fu data in consegna la bandiera della Divisione. 

Quella sera mio padre rientrò a Cisano in bicicletta e fece nascondere la bandiera a mia madre che gli rilasciò una ricevuta scritta con la frase “faccio mio il tuo impegno d’onore”.

A fine guerra mio padre riconsegnò la bandiera, ora all’Altare della Patria, ricevendo un encomio dal generale Teresio Millino in forma di cartolina prestampata riportante l’episodio, con un particolare ringraziamento a mia madre.

Dopo la guerra, per tutti i suoi restanti anni di vita, mio padre non perse mai l’appuntamento al ”rancio” del 4 novembre con i reduci di guerra, sempre con la sua “bustina”  e con nel cuore il ricordo della sua VICENZA.

Mio padre non amava la guerra ma chi l’ha conosciuto ricorda che fu un ottimo ufficiale con un alto senso del dovere e una profonda umanità.

Così lo ricordano i suoi figli e le sue nipoti.

Gian Piero Brambilla


Il Capitano Ferruccio Brambilla nelle memorie e nelle relazioni sulla Divisione Vicenza è stato spesso citato ed inoltre ricordato come persona umana e disponibile oltre che molto attaccato al proprio ruolo ed impegno. 

Di lui si è saputo che è stato per un periodo comandante della 5ª Compagnia del 278° (II Battaglione) per poi prendere al Fronte Russo il comando della 11ª sempre del 278° (III Battaglione) con la quale sarà impegnato nelle difficili vicende del ripiegamento dal Don.

Il III Battaglione che era al seguito della Tridentina a copertura della colonna del 6° Alpini ebbe un pesante scontro già ad Opit ed i superstiti si ricongiunsero alla Divisione Vicenza a Postojaly per proseguire fino a Warvarowska ove il 278° venne definitivamente sopraffatto. Tuttavia da quella località alcuni superstiti proseguirono per Valujki mentre altri fortunosamente e fortunatamente riuscirono a congiungersi con la colonna al seguito della Tridentina.

Si sa che alla dipartita del Maggiore Aielli, probabilmente a Podgornoje, del III Battaglione, per un periodo fu proprio il Capitano a prenderne il comando. Superata Warwarovka il Capitano Brambilla è stato in testa alla colonna di quanto rimaneva del III Battaglione in direzione di Valuikj fino al giorno 25 gennaio 1943, poi sbagliando strada seguirà la Tridentina fino a Nikolayewka, salvandosi così dalla cattura.

Nel mese di marzo del 1943 gli uomini della Divisione Vicenza non ancora rimpatriati vennero incorporati nella Divisione Cosseria formando il Reparto Autonomo Vicenza nell’ 8 ª Compagnia del II Battaglione del 90° Reggimento di Fanteria in località di Nakovka a 7 km da Klimov. Il Capitano Brambilla ne divenne il responsabile della Compagnia Comando.

Il rimpatrio avvenne nei primi di marzo 1943 da Klimov.

In Italia sempre come responsabile della Compagnia Comando rimase in servizio svolgendo pure compiti di ordine pubblico a Sesto San Giovanni fino alla data del 9 settembre. Allo scioglimento del Reggimento il Capitano prese in consegna la Bandiera di Guerra (del Reggimento) che nascose nella sua abitazione di Cisano fino alla fine delle ostilità riconsegnandola poi alle autorità competenti e ricevendo in segno di riconoscenza un semplice encomio.

Nel libro di Piero Fortuna e Raffaello Uboldi, IL TRAGICO DON Cronache della Campagna di Russia italiana 1941 – 1943 (Arnoldo Mondadori Editore, Milano, 1980) viene riportato un aneddoto riferito al Capitano Ferruccio Brambilla di cui uno stralcio:

"Il Generale Etevoldo Pascolini è un vecchio Ufficiale, coraggioso e filosofo., (i liguri del Pieve di Teco lo avevano soprannominato “Il buon Pasco-baci” e “Zio Pascolini”).  La Grande Unità al suo comando è in realtà una formazione raccogliticcia composta da territoriali, avieri e perfino marinai.

Gli Alpini ne ridono e la sfottono.

Una canzone in voga ha reso popolare in Italia l’immagine emblematica di una famiglia sbracciata e vociante che parte per le vacanze in un clima di grande confusione, la Famiglia Brambilla

… sulla vecchia Balilla s`avanza, la famiglia Brambilla in vacanza …

Per gli Alpini la Vicenza è la Divisione Brambilla ! nessuno sa spiegarsi il motivo per cui l’hanno mandata in Russia nel tardo autunno del 1942.

Chi soffre di più per questa condizione di inferiorità, per l’ironia che la circonda, sono gli ufficiali. Circola la voce che uno di essi, un Capitano milanese, si sia presentato al Comando del 5° Alpini per protestare.

E’ ora di finirla con questa storia della Divisione Brambilla”.

Hanno cercato di calmarlo dicendo che gli Alpini scherzano sempre, che c’è soltanto malizia e non cattiveria.

Pare che il Capitano abbia ribattuto:

la questione è un’altra e per me importantissima. Io mi chiamo Brambilla: il Brambilla sono io !

Sirio Sintoni ironizza con gli Alpini a riguardo del nomignolo Brambilla raccontando nel suo libro I Topi della steppa (Grafiche GMP S.n.c., Forlì, 2009) come veniva risposto a tal proposito:

"…. il momento nel quale sulla pista del ripiegamento venivano chiamati i reparti:

-       Val Chiese, Edolo, e voi chi siete? –

 rispondevo io

-       della Vicenza -

 E loro di rimando puntualizzavano:

-       Ma chi, quelli della Divisione Brambilla, ma cosa fate voi qui? –

rispondevo

-       Scappiamo assieme a voi ! -

   Nessuno però ebbe più voglia di ridere."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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