Geniere Edoardo GUZZETTI

di Ernesto e Pierina Elini

CLVI Battaglione Misto Genio

256ª Compagnia mista collegamenti - Genio Telegrafisti e Radiotelegrafisti (Marconisti)

nato a Castellanza - Varese 6.3.1922

Disperso il 31.12.1943 in località non nota


Settant’anni dopo l’inizio di questa storia, attraverso uno strumento di comunicazione che i nostri soldati non avrebbero mai immaginato, internet, capita che figli, nipoti e amici trovino un punto d’incontro e riescano a fare un po’ di chiarezza sulle vicende dei propri cari.
E’ capitato così che Andrea Spattini, amico della famiglia di Danilo Dugoni, abbia “incontrato” i nipoti di Edoardo Guzzetti. Entrambi dispersi ed appartenenti alla medesima 256° Compagnia Mista Collegamenti. Quanto segue è quindi il frutto di questo solidale scambio di informazioni.


In data 10 febbraio 1942 Edoardo invia alla famiglia una cartolina illustrata di Gavirate (Varese) dove si trova a prestare servizio militare da soli pochi giorni in forza al 3° Rgt Genio – 1° Battaglione Teleferisti presso il distaccamento di Gavirate (Varese). Questa e tutte le lettere successive sono indirizzate al cognato cui viene affidato il compito di salutare la sorella di Edoardo, Maria, e la loro figlia Paola che vivono a Castellanza in provincia di Varese. Pertanto, Edoardo all’inizio della propria esperienza militare viene inviato non lontano da casa.
In data 25 febbraio 1942, due settimane dopo, scrive nuovamente alla famiglia una cartolina postale in franchigia per le Forze Armate nella quale precisa di trovarsi sotto le armi da circa un mese a riprova del fatto che è stato chiamato (o richiamato?) solo all’inizio del 1942. Nella cartolina si identifica come “geniere”.
L’8 marzo 1942 scrive ai famigliari comunicando che da un paio di giorni è stato trasferito alla 1° Compagnia Telegrafisti del 3° Reggimento Genio a Pavia e che è alloggiato alla Caserma Umberto I. Continua ad identificarsi come “geniere”. In quel momento a Pavia presta servizio fin dal luglio dell’anno precedente anche il geniere Danilo Dugoni che è dattilografo presso il Comando del 3° Reggimento Genio e che di lì a poco verrà promosso caporale. Edoardo e Danilo saranno entrambi destinati alla Divisione Vicenza in Russia ma non è dato sapere se i due si siano conosciuti ed abbiano fraternizzato a Pavia.
In data 15 settembre 1942 Edoardo scrive a casa una cartolina in franchigia per le Forze Armate di grande interesse in quanto in essa comunica di essere stato assegnato al reparto autisti (infatti nella cartolina non si qualifica più come “geniere” ma come “autista” e così farà fino alla sua ultima scritta il 4 gennaio 1943) della 256° Compagnia Mista Collegamenti (= Compagnia Genio Telegrafisti e Radiotelegrafisti) del 156° Battaglione Misto del Genio (P.M. 156).
In pratica: in data non precisata che si colloca tra agosto ed inizio settembre 1942 Edoardo viene spostato dalla Caserma Umberto I in Pavia alla 256° Compagnia Mista Collegamenti a Manerbio (Bs) come accade per Danilo Dugoni. I due sono destinati alla stessa compagnia (unità di poco più di 100 – 200 uomini) per cui pur avendo incarichi diversi è praticamente impossibile che a Manerbio non si siano conosciuti. Nella prima quindicina di settembre gli viene assegnato l’incarico di autista all’interno della 256° Compagnia Mista.
Per certo sappiamo che nella prima quindicina di settembre a Manerbio hanno luogo frenetiche attività al punto che Edoardo per ben 8 giorni è impossibilitato a scrivere ai familiari tanto è impegnato e vengono ridistribuiti gli incarichi ai militari e ad Edoardo viene assegnato l’incarico di autista.
A cosa servano quegli intensi preparativi Edoardo non può comunicarlo a casa per non incappare nelle maglie della censura ma noi oggi sappiamo che sono i preparativi per la imminente partenza per la Russia. D’altro canto è lo stesso Edoardo a tradirsi ed a comunicare indirettamente che qualcosa di grosso bolle in pentola nel passaggio in cui, nella stessa lettera, si raccomanda a Dio ed alle preghiere della sua mamma perché lo proteggano da tutti i pericoli e lo facciano tornare sano e salvo a godere della bella vita borghese. Edoardo non ha il coraggio di dirlo esplicitamente ma quel “tornare” si riferisce alla Russia, terra che tre mesi dopo non esiterà a definire “maledetta”.
Il 26 settembre 1942 manda una nuova cartolina in franchigia per le Forze Armate nella quale, finalmente, può comunicare esplicitamente l’imminente partenza per la Russia che avverrà di lì a pochi giorni. Non mostra rabbia né sbigottimento quanto piuttosto rassegnazione.
Il 29 settembre 1942 indirizza l’ultima cartolina alla famiglia prima della partenza dall’Italia che, secondo la testimonianza di Danilo Dugoni inizia alle 23 circa dello stesso 29 settembre. I dettagli del trasferimento in tradotta sono riportati nella storia dedicata a Danilo Dugoni. In data 16 ottobre 1942 Edoardo scrive una cartolina in franchigia alla famiglia. E’ già giunto a destinazione in Russia dove afferma di aver incontrato tempo buono e soleggiato e che il freddo comincia a dare i primisegni di sé in quanto occorre il maglione. Questa testimonianza concorda con quella di Danilo Dugoni. Della guerra Edoardo non parla. Afferma che non si sente alcun movimento di guerra e che non si sente il rombo del cannone. Probabilmente è vero perché in quel momento, a metà ottobre 1942, l’intera Divisione si trova ancora nelle retrovie e molto distante dalla linea del fronte. Sarà solo il 17 ottobre che gran parte dei reparti della Divisione cominceranno la marcia di avvicinamento verso est, in direzione del Don. Parte della 256° Compagnia resterà indietro mentre parte avanzerà verso est con il resto della Divisione secondo quanto testimonia Danilo Dugoni per cui da
questo momento non sappiamo se i due commilitoni si siano divisi o se siano rimasti uniti.
Il data 16 dicembre 1942 Edoardo scrive a casa una cartolina in franchigia per le Forze Armate piuttosto interessante perché ora ha il coraggio di dire esplicitamente che fa molto freddo e che c’è un vento che taglia la faccia e si lascia andare a definire “maledetta” la Russia. Prevale, però, un sentimento di rassegnazione a quello di rabbia.
Da notare che questa cartolina è stata scritta il 16 dicembre 1943 ma che è stata prelevata per il controllo della censura solo il 14 gennaio 1943, ovvero un mese dopo alla data nella quale è stata scritta (in precedenza questa latenza era di sole due settimane). Cosa significa questo? Che la lettera deve essere stata spedita da un posto piuttosto avanzato verso il fronte, che deve aver impiegato molto tempo prima di giungere nelle retrovie e che questo ritardo deve essere stato causato necessariamente dalle vicissitudini legate all’offensiva sovietica.
In data 4 gennaio 1943 Edoardo scrive alla famiglia l’ultima cartolina in franchigia che risulta timbrata il 5 gennaio. Scrive poco in quella occasione limitandosi a fare gli auguri di buon anno nuovo non solo ai famigliari ma anche a sé stesso. E’ la sua ultima lettera.
L’ultima scritta da Danilo Dugoni è datata 9 gennaio 1943, soli cinque giorni dopo. Quindi fino al giorno 9 gennaio 1943 (data dell’ultima lettera di Danilo Dugoni) la 256° Compagnia Mista si deve essere trovata nelle condizioni di far funzionare ancora l’apparato logistico e con esso l’invio della posta nelle retrovie altrimenti la lettera di Danilo non sarebbe partita. Evidentemente la 256° Compagnia Mista Collegamenti non è riuscita a sopravvivere oltre il 10 gennaio 1943 anche se resta da chiarire cosa esattamente sia accaduto.
La lettera di Edoardo del giorno 4 (spedita il 5 gennaio) e quella di Danilo del 9 gennaio 1943 sono riuscite a prendere la strada verso le retrovie anche se poi vi sono giunte con una latenza enorme dal momento che la lettera di Edoardo risulta restituita per essere inoltrata in Italia dopo il controllo della censura un mese dopo cioè il 4 febbraio.

Andrea Spattini e i nipoti di Edoardo Guzzetti

 


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