278° Reggimento
di Giuseppe e Grazia Ressa
nato a Bari – (BA) il 19.7.1910
Disperso al fronte Russo dal 31.1.1943 in località non nota
SAREBBE STATO UN PADRE E UN NONNO MERAVIGLIOSO
Mi chiamo Lucia Morelli ho 63 anni e sono la nipote di Caporosso Emanuele disperso in guerra in terra di Russia. Vorrei raccontarvi la storia di mio nonno, purtroppo non ho né lettere e né cartoline poiché sono state buttate via da mia zia Maria perché penso in quei scritti c’era tutto il dolore vissuto da lei e da mia madre Grazia rimaste orfane di guerra quando mia Mamma, aveva appena due anni e mia zia non era ancora nata.
Ricordo la mia curiosità quando andavo a casa di mia nonna che viveva con mia zia andavo nella sua camera da letto e nel cassetto del comodino c’erano le lettere di mio nonno raccolte con un nastro. Mamma mi ha detto che lei le leggeva sempre e quando sua madre se ne accorgeva la sgridava e diceva di mettere subito tutto a posto. Molte lettere erano dedicate a lei Grazia la sua bambina di appena due anni e lui scriveva che avrebbe voluto che sua figlia diventasse una dottoressa.
Ho sempre voluto sapere tanto su di lui ma a casa mia è sempre stato un argomento tabù, non si è mai voluto parlare del nonno e capisco il perché. Questa grande perdita e questa grande incognita nel sapere se vivo o morto se si è rifatto una famiglia lì se ha perso i suoi ricordi in guerra ha lasciato a tutt'oggi nelle sue figlie, mia madre Grazia di anni 86 e mia zia Maria di anni 82 una ferita che non si potrà mai rimarginare. Mio nonno faceva il falegname e quando è partito per la guerra mia madre aveva appena due anni e i suoi ricordi sono legati a una foto dove lei era in braccio al suo papà. Mia zia non l'ha mai conosciuto poiché mia nonna ha partorito a dicembre del '42 e mio nonno era già in Russia. Scrisse alla sua amata dicendo di aspettare il suo ritorno per battezzare la bambina ma non è più' ritornato. Nei ricordi di mia madre una bambina di due anni c’è il triste giorno in cui le guardie bussarono alla loro casa dando la notizia che mio nonno risultava disperso. Da quel momento le bambine con la loro mamma hanno vissuto momenti di speranza aspettando di rivedere il loro caro. Non hanno mai parlato tra di loro di tutto quel dolore, mia nonna è morta con il cuore a pezzi e mia madre e mia zia vivono ancora con il loro dolore soffocato.
Negli anni abbiamo cercato notizie scrivendo a numerosi Enti, anche in Russia, ma senza esito.
Io sono stata sempre curiosa, sono la prima nipote, e questa curiosità mi ha sempre accompagnata specialmente quando ho scoperto che mio nonno è nato il mio stesso giorno il 19 luglio. Quando l'ho scoperto ho chiesto a mia madre se fosse un segno del destino e se lei sapesse questa cosa che avevamo in comune e cosa hanno pensato quando io sono nata in quel giorno. Lei mi ha risposto che se non l'avessi scoperto io loro non sapevano niente. Posso immaginare dopo questo episodio avevano messo una pietra sopra il loro dolore ed era solo loro non facevano entrare nessuno troppo doloroso parlarne. Penso molte volte che sarebbe stato un padre e un nonno meraviglioso è il nostro eroe non lo dimenticheremo mai. Il suo ricordo e la sua memoria resterà sempre vivo in noi. Ciao nonno un giorno ci incontreremo.
Lucia