Carabiniere Reale Pierino (Piero) BORCA

136^ Sezione mista CC.RR. della 156^ Divisione di Fanteria Vicenza

di Bernardo e Luigia Zeppegno

nato a San Raffaele Cimena (TO) il 26.9.1920

Dichiarato disperso al Fronte Russo dal 23.1.1943 dai fatti d’arme di Scheljakino


Notizie di Pierino Borca dal Foglio Matricolare

Soldato di leva della classe 1920 nel Distretto di Chivasso, è lasciato in congedo illimitato il 14 marzo 1939.

Chiamato alle armi il 10 marzo 1940 nel 3° Reggimento Alpini, Battaglione Exille, viene mobilitato l’11 giugno.

Il 14 giugno viene ricoverato all’Ospedale Militare di Torino, dal quale viene dimesso il 19 giugno ed inviato in licenza straordinaria di 30 giorni.

Rientra al Corpo il 19 luglio e viene inviato presso la 31a Compagnia del 3° Alpini mobilitata, come Carabiniere ausiliario a piedi della Legione Allievi Roma con vincolo di servizio fino a sei mesi dopo la cessazione dell’attuale stato di guerra. Il 4 ottobre 1941 viene trasferito alla Legione Milano.        

Il 10 marzo 1942 è presso la 136a Sezione mista C.C.R.R. mobilitata, con la quale parte per la Russia il 1° ottobre con la Divisione Vicenza. Giunge in territorio dichiarato in stato di guerra il 10 ottobre e partecipa alle operazioni di guerra svoltesi sul fronte russo. Viene dichiarato disperso nel fatto d’armi di Scheljakino il 23 gennaio 1943.


“LE TESTIMONIANZE DELLE FAMIGLIE CONFERMANO CHE IL CADUTO NON È MAI STATO DIMENTICATO”

Pierino aveva una sorella ed un fratello più grandi, Caterina nata nel 1910 e Giovanni nel 1911. Aveva frequentato la scuola solo fino alla quarta elementare, ma, nonostante in casa si parlasse solo in dialetto, le sue lettere sono redatte in un linguaggio molto preciso e fluente. Prima di partire aveva iniziato a lavorare presso una fabbrica locale.

La famiglia ha sofferto molto per il non ritorno di questo giovane ragazzo. La mamma non ha mai più chiuso la porta di casa a chiave, nella speranza che da un momento all’altro lui potesse rientrare.

Anche il fratello Giovanni era stato inviato al fronte, ma è tornato.

(testimonianza della nipote Carmelina Borca)

 Storia condivisa da Antonio Respighi e Giovanna Respighi Palmi, autori del libro IO RESTO QUI…, Lettere di Caduti sul fronte russo e testimonianze delle famiglie, da cui è stata tratta (Edizione a cura del Gruppo Alpini di Abbiategrasso - MI - Grafiche Arrara, 2017, Abbiategrasso - MI)

 

Grazie alla preziosa raccolta di documenti del Fondo Respighi ed al lavoro di trascrizione di Giovanna Respighi Palmi, di seguito propongo dei passaggi da alcune corrispondenze di Pierino Borca inviate ai propri famigliari dal 1942:


“ SPERO DI NON LASCIARE QUI LA PELLE, CHE È TANTO CARA “

 

23/02/42

Lettera senza data, timbro postale riportato 23/02/42, probabilmente inviata da Milano ove era in servizio presso la Legione di Carabinieri Reali, nella quale Pierino anticipa che verrà inviato presso una Divisione in una località diversa.

10 marzo 1942, viene infatti disposta la costituzione del Comando del Quartier Generale della 156ª Divisione di Fanteria tipo 1941 – Vicenza –

Ligio alle regole non comunica naturalmente la destinazione:

….. Dunque; il giorno 10- forse mi manderanno per primo con alcuni miei colleghi e ufficiali, a prenotare il posto laggiù dove già ti dissi molto tempo fa, poi verranno gli altri e tutta la Divisione.

Ma spero di eludere questo periodo che non mi permetterebbe più di venire a rivedervi, facendo segnare un’altro al mio posto.

 

Brescia 6/3 /42

La lettera è scritta da Brescia già sede del Comando e Quartier Generale della Divisione Vicenza ove da poco Pierino era stato trasferito dalla Legione di Milano. A Brescia vengono infatti costituiti le Sezioni miste di Carabinieri Reali 136^ e 137^ ed il 156° Nucleo CC.RR. per l’Ufficio postale.

Anche in questa missiva Pierino non identifica la Divisione:

Carissimi, con grande piacere vengo a voi per dirvi che sto bene, ed assicurarvi sul mio conto.

Da ieri sera sono qui in questa bella cittadina, e per quanto non la conosca ancora, mi pare che ci si stia bene. Di nuovo non c’è nulla spero, vada bene quella cosa… Le vicende di questi giorni hanno impedito, ossia non è andata come avevo preveduto, ma spero nel futuro, e forse presto. Per ora tanti affettuosi saluti e baci. Tranquillizza la mamma, ma che non dica niente

Ciau vostro Piero

P.M. 156   19 /7/1942 - XX

La lettera è scritta da Brescia dalla posta Militare 156 che identifica la Divisione Vicenza. Tra le righe si ipotizza un altro trasferimento che sicuramente era una notizia che circolava in “radio naja”, cioè l’impegno al Fronte Russo:

Mamma e papà carissimi, Sto bene come sento con gioia di voi tutti, mi spiace non essere a casa con voi per la trebbiatura come l’anno scorso! Pazienza… spero in qualche modo vi aggiusterete e farete senza di me. Va bene, se papà è stato chiamato per la visita vuol dire bene, e tutto andrà per il meglio vedrete! Egli verrà a casa e vi metterete apposto. Io se andrò via di qua e forse sarà presto; sarò più tranquillo. In ogni caso spero di venire a rivedervi prima… Il Signore ci aiuterà cara mamma, Lui dispone le cose e sia fatta la volontà Sua. State tranquilli, e specialmente Tu cara mamma non pensare a cose brutte- ma sii fiduciosa, e pensa che il tuo Piero sempre ti ricorda e prega per te. Ora termino perché devo fare servizio. quando saprò qualcosa in merito vi avvertirò, forse scriverò ancora domani ho dopo. Bacioni a tutti, in modo particolare alla mia sempre cara mamma e papà, figlioccina

Piero

 

Brescia – 26/9/1942 - XX

Ormai la partenza per il Fronte Russo era una certezza, anche se Piero non ne parla, indica solo la data e l’ora della partenza da Brescia, programmata per il 28 settembre, martedì all’una di notte, aggiungendo delle raccomandazioni alla nipotina Carla:

- Carissimi -

Nipotina - Sorella e Cognato,

mentre vi scrivo - fuori imperversa un tremendo temporale ed io essendo di servizio - dedico un pochino di tempo pure a voi - e soprattutto a Carla.

Si, perché non so se troverò ancora il tempo necessario domani o domenica ad inviarvi l’ultimo saluto da Brescia.

Non allarmatevi, è già una cosa tanto vecchia che non deve più farvi alcuna impressione vero?

Dunque animi tranquilli, io con tutti i miei partiremo alla una di notte martedi prossimo - 28 - c.m.

Io sto bene e mi auguro per voi sempre il medesimo - tanto più in questo lungo tempo - che ci terrà lontani.

A te Carla, con affetto profondo dedico alcune parole - che si possono chiamare raccomandazioni. E devi promettermi che le ascolterai! vero?

Altrimenti lo zio Piero non ti vorrà piu bene e non ti porterà nulla di bello quando ritornerà! Stammi bene a sentire: prima di tutto dovrai ubbidire il papà e la mamma sempre - senza di questo non saresti neanche buona - poi desidero che metti tutta la buona volontà nell’imparare - non soltanto a scuola - ma in modo da diventare una bambina - piena di buone qualità.

Fai come dice la mamma e ascolta queste cose che ti spiegherà. Io da lontano ti sarò sempre vicino col pensiero. Ciau sii buona!

Tanti cari saluti e un’infinità di baci a tutti e tre - Piero

(Appena posso scriverò)

L’indirizzo è sempre uguale scrivete pure!

14/10/42 - XX (Fronte Russo)

La tradotta è giunta in Ucraina che per Piero è il Fronte Russo, alla destinazione ferroviaria di Kupiansk ove scaglionata giungerà l’organico dell’intera Divisione Vicenza dopo 3300 chilometri percorsi in circa 12 giorni di viaggio. A breve inizierà il presidio del territorio con un gruppo di colleghi, distaccati in una località decentrata e con il primo freddo, attenti ad eventuali incursioni partigiane.

Kupiansk

Sorella carissima e cognato, nipotina,

perdonate il mio ritardo nell’inviarvi mie notizie, però non è tutta colpa mia.

La mia salute è ottima, eccetto qualche raffreddore che pare impossibile si susseguano così uno dall’altro.

Spero di voi ottime notizie quando mi giungerà finalmente posta, è l’unica cosa che desidero!

L’unica cosa che mi da gioia e speranza in questi luoghi e che mi tiene in contatto vivo colle persone care, lontane tanto tanto. Spero giunga presto!!!

A mamma feci subito lo scritto per via aerea, forse a quest’ora l’avrà già ricevuto oppure è imminente il suo arrivo. Da quattro giorni siamo arrivati, e non ci troviamo male.

In primo tempo, ossia per due giorni son rimasto con la mia sezione, poi ieri sera sono stato trasferito per servizio con alcuni miei colleghi ed un Brig. qui dove ora ti scrivo.

Ci troviamo in una piccola casetta fuori paese in mezzo alla campagna e facciamo servizio di sentinella a turni di quattro ore, giorno e notte.

Siamo in sei formiamo una piccola famiglia isolata a distanza di un paio di Km dalle altre case, perciò stiamo bene, i nostri superiori non ci seccano che di rado, meglio!

E’ un pò brutto per il servizio che non si può per nulla lasciare, anche pochi minuti, quattro ore lì, otto al giorno con occhi ed orecchie tese, freddo o meno.

Ma per ora va ancora bene il freddo non è eccessivo, salvo la notte, di giorno non c’è male, un p’ò di sole non ci manca, spero bene quando farà più freddo, in ogni modo è assurdo pensarci già per allora.

Non dire nulla a mamma di quanto ti scrivo ho scriverò, per lei farò lettere speciali, capito? A te diro come stanno le cose, ma a lei, meglio fare a meno.

Pericolo c’è sempre, perché è zona di guerra, ma non dovete pensare male. Anche qui non si risparmiano colpi, specie per i ribelli che operano nelle retrovie del fronte, ma non è nulla. Dunque state in buona fede, io vi scriverò sovente, anzi per non confondere le lettere ed essere sicuri che arrivino, io metterò un numero per ognuna e tu risponderai uguale a quello capito? a questa metterò il n° 1 (uno). In questo poco tempo ho già imparato alcune parole Russe, che dirò a Carla e quasi una fidanzata nuova, ma sono tutte brutte le ragazze qui. Orsi non ne ho ancora visti, forse più tardi.

Per ora bacioni e tanti saluti a tutti e tre chi sempre vi ricorda vostro Piero

 

[--- CENSURA ---]/10/1942 XX    Sera

In questa lettera verificata dalla censura, scritta alla sera, Piero fornisce alcune indicazioni utili per la spedizione dei pacchi dall’Italia, raccomandando alcuni generi di conforto e capi di abbigliamento per le temperature rigide che iniziano a farsi sentire:

Sorella Carissima,

ieri risposi alla tua gradita e cara lettera, ma essendomi dimenticato di unire dietro il mittente e per tema non ti giunga - invio ancora la presente. Dunque, ti chiedevo le cose più necessarie da spedirmi nel pacco - che la mamma preparerà. In caso non ti giunga l’altra ti faccio nota di tutto qui. Il pacco non dovrà superare i due Kg. sappiatevi regolare! Ecco ciò che mi abbisogna - più di tutto un paio o due di calzettoni lunghi - al posto delle fasce - ma di lana.

Cercate se potete trovarli anche pagandoli cari, poi un paio di guanti pure lana - il colore fa lo stesso purché siano pesanti. Una maglia di lana - come quella che o portato via - chè a casa - una di quelle sciarpe di lana. Poi Antonio se può prenda a Torino una piccola bottiglia di liquore forte - la fascierete ben bene nel pacco - il resto - un pò di sigarette - poi vedremo caso mai ne farete un altro. Io attenderò - e per Natale spero mi giunga - sarà tutto per me. In ventiquattrore - cioè da quando ti scrissi l’altra - la temperatura qui è scesa con una nevicata - oltre i dieci gradi (sotto zero) ormai ci siamo l’inverno duro è incominciato - chissà poi quando finirà? Fosse presto!! Come spero sempre di voi tutti - io sto bene - e non vi dimentico - mai.

Appena potrò invierò a Tumeccini la pianta della casa - che desidera sarà uguale - come la mia dove abito ora. Infinite affettuosità e baci a Carla - a te in special modo e marito - Ciau

tuo fratello Piero  Bacioni cari

  1. N. 3

30/10/942 - XX°         Russia.

Piero spiega le difficoltà del trasporto della posta per giustificare i ritardi di consegna ed informa delle profilassi anticolera previste nella zona di operazioni. Ricorda di essere già da tre anni in servizio:

 

Miei carissimi,

rispondo in merito alla vostra ricevuta ieri datata 13- c.m. Mi spiace che le mie ci impieghino tanto tempo a giungervi, ma è così - di qui partono di rado - passano magari otto giorno prima che vengano spedite. Treni per l’Italia non ce n’è di qui. La posta va solamente per mezzo di convogli - carichi di materiale - oppure tradotte che trasportano truppe.

Vedi cara mamma, anche scrivere tanto sovente non vale la pena, perché giungono poi in tante assieme e cessa lo scopo - sono sempre le medesime parole!!!

Contrariamente a quanto ti dissi nell’altra mia, la posta aerea esiste e puoi spedirmi così qualche lettera, o come vuoi. Io siccome non ho bolli, farò come posso, la tassa non la pagate.

E’ un p’ò brutto per la posta - che arriva dopo più di (quindici) giorni l’ordinaria, e quella aerea qualcuno di meno, ma è tanto per chi aspetta sempre di avere notizie.

Tuttavia non dovete pensare male! Cara mamma non devi dire (non so se sia vivo o morto), come mi dici in questa; io ti ho sempre scritto lungo il viaggio e subito appena qui.

Ad ogni mia ci metto il numero - soltanto la prima che non l’ho numerata - quella per posta aerea - dopo di quella, questa fa trè.

Io sto bene, da mangiare non me ne manca. Domani o dopo - faccio le punture - anti colera, per evitare malattie - siccome l’acqua - unica bevanda esistente - non è buona.

La mia maggior preoccupazione, è che state sempre bene voi. Mi fa tanto piacere che con probabilità Giovanni venga congedato - mi auguro l’abbiate fra di voi presto. Ora dovrete seminare ed avrete tanto lavoro, meglio che venga a casa lui.

Buone notizie - tanto della legna - quanto tutto - mi fa piacere. Se ne metterete in bottiglia di vino e me ne conserverete - sarò molto felice di poterlo assaggiare - anche fra un anno o più, quanto avrò la fortuna di tornare. Anticipatamente vi ringrazio, ma piuttosto che vada a male - bevetelo voi!!!!!!!!

Servizio non mi manca - freddo pure - e la vita nuova dopo quasi tre anni - che rivesto il grigio verde.

Ciò mi rammenta i mesi di Francia, ma con un p’ò di diversità……………….. pazienza finirà e la vittoria dopo tanti sacrifici ci sorriderà.

Tanti e tanti cari saluti. Bacioni a tutti specie la mia cara mamma.

Piero

 

Fatemi sapere ogni novità… però non stupide fandonie - come succede alla Piana.

 

Il prossimo mese vi manderò la paga intiera -

ditemi subito appena avuto questo mese!

(sono seicento lire)

 

P.M. 156  -  4/11/42 – XXI

È iniziato il trasferimento di alcuni reparti dall’ Ucraina alla Russia in previsione di giungere molto vicino al fiume Don:

Sorella carissima,

dopo giorni e giorni - finalmente posso darti mie buone notizie. Sto bene - in questi giorni ho fatto 150 Km. ed ora fra poche ore riparto - raggiungerò il fiume (Don) in serata o nella notte. Appena potrò scriverò ancora. Fa molto freddo - si cammina e ci si scalda - un p’ò anche cogli automezzi. Forse cambierò indirizzo - nella prossima vi dirò in merito.

Tranquillizza mamma, ma non dirgli nulla dove vado.

Speriamo bene - mi spiace che non riceverò da voi per un pò.

Bacioni a Carla tanti a te in particolar modo

saluti cari Antonio

ciao tuo fratello Piero   Unisco auguri per il Natale

 

P.M. 156  -  28/11/42 - XXI

Un altro spostamento, quello per la zona di Rossosh:

Notte dal 28 al 28

Miei carissimi,

non preoccupatevi per me se non avete posta per un qualche tempo indeterminato.

Parto questa notte, non so dove andrò; un improvviso spostamento ci tocca fare! Ripeto non preoccupatevi per me, io sto bene, cercate di essere sempre ingamba pure voi, verrà un giorno che tutto finirà. Il vaglia lo spediranno dal mio comando sono (duecento) Lire.

Appena saranno aperti i pacchi speditemi quanto vi ho richiesto, però al posto delle sigarette e cerini - mettetemi più pacchetti di (cartine) quanti ne potete.

Tanti bacioni grossi alla mia cara mamma e tutti Piero

 

Fronte Russo - Prima Linea

26/12/42 - XXI

Il Natale è appena passato ed ormai le truppe sovietiche hanno già sferrato l’offensiva Piccolo Saturno nel fronte tenuto dalle fanterie e la Divisione Vicenza ha sostituito in linea la Julia. Piero si rammarica di aver trasmesso alla madre il senso di disagio e di pericolo e invita la sorella a tranquillizzarla con una bugia. Si vive nel rifugio ed il tono della lettera però trapela un senso di incertezza e preocupazione:

Sorella carissima e cognato

Vengo colla presente dopo due giorni che ho scritto a mamma.

Perdonate se scrivo così e con brutta carta che magari macchiera, ma sono stato costretto a cambiarla, poiché io ne portavo altra che era a quadretti.

Ora siccome passa la censura - non è più permesso usare tale carta. Fa niente, mi spiace però perché magari è stata cestinata qualcuna delle mie e forse quella nella quale vi chiedevo il pacco. Dimmi se l’hai ricevuta.

In quella che spedii a mamma dissi la verità, ma ora sono pentito. Digli che torno indietro domani e non sono più in pericolo - nel luogo che andrò poiché è molto distante dalla prima linea.

A te dico però che non è vero, dovendo io, coi miei pochi colleghi far servizio qui.

E’ poco il servizio, più parte delle ore tanto di giorno quanto di notte le trascorriamo nel rifugio.

Dunque nulla di straordinario - spero di non lasciare qui la pelle, che è tanto cara.

Il Santo Natale è passato - nulla di mutato siamo sempre qui sottoterra alcuni metri.

Ieri ho sentito la messa dal Cappellano militare, e mi son pure comunicato.

Mi ricordai di voi tutti. Chissà per l’anno venturo non sia fra di voi!!!

Desidererei una cosa da voi, vorrei che i soldi miei che spedisco a mamma siano usati, in qualsiasi modo. Quando ritornerò avrò bisogno di tante cose e forse non le troverò più, perciò fate in modo di usarli. Per esempio - coi punti ho senza - pagando magari di più del valore usuale - prendetemi stoffa per vestiti e per il paletò. Sempre andremo peggio! Non vi pare? Io di soldi non ne vorro più vedere di quelli spediti da questi brutti luoghi, poi sarà sempre la medesima musica! Se avessimo comperato allora… pensa un po? Ora basta, forse ti chiedo troppo cara sorella - spero mi accontenterete nel limitato vostro modo possibile. In caso, non possiate, fatemelo sapere - io mi rivolgerò altrove - ossia prenderò un'altra via - per ottenere la suddetta cosa. Spero non vi offenderete?

Posta neppure ieri non ne ho avuta - forse domani - subito vi rispondero

E Carla come sta? Spero bene ed altrettanto di voi, io non vedo l’ora di lasciare questi brutti luoghi dove fa tanto freddo e….  Bacioni tanti in special modo a Carla.

Piero

A proposito del pacco se non l’avete ancora spedito - Mandatemi solamente più i calzettoni e qualche sigaretta - coi guanti.

Saluti a Netu e famiglia - Pinota

(Scrivete presto) e ditemi in merito dei vestiti - come potete fare

P.M. 156  =  5 /1/43 - XXI

L’anno nuovo è iniziato e Piero vuole rassicurare che tutto stia andando bene e senza pericoli. Sarà l’ultima sua lettera giunta in Italia e da questo momento di lui non si avranno più notizie !

Papà e mamma carissimi,

in pochi giorni vi spedii due lettere a breve intervallo. Spero vi siano giunte! La mia salute è ottima. Altrettanto spero di voi. Dove mi trovo tutt’ora, non corro alcun pericolo, dunque state tranquilli. Per fortuna il temporale colle sue nere nuvole è scomparso.

L’atmosfera si è quietata. Dopo una quindicina di giorni è cioè dalle giornate prossime a Natale fino al nuovo anno non abbiamo avuto riposo. Grazie a Dio ora quei brutti giorni son passati. Senti mamma, ho avuto il bollettino del mese di dicembre dal nostro parroco, hai rinnovato per me l’abbonamento? Se ancora non l’hai fatto fallo subito. Sento da esso che il cugino Felice e Nina anno avuto un maschietto, ciò mi fa piacere.

Porgete loro i miei auguri.

Forse oggi giungerà la posta, chissà che non abbia una delle tue care lettere mamma!! Spero…

Bacioni e tanti saluti

vostro Piero

Piero viene dichiarato disperso nel fatto d’armi di Scheljakino il 23 gennaio 1943 nel quale quasi tutti i Carabinieri Reali delle due Sezioni in organico alla Divisione Vicenza vennero decimati.

 

I RESTI ARRUGGINITI DEL PIASTRINO DI RICONOSCIMENTO DEL CARABINIERE REALE PIERINO BORCA SONO STATI RINVENUTI E CONSEGNATI AI CONIUGI RESPIGHI IN UNO DEI LORO VIAGGI DEI IN TERRA DI RUSSIA. 

 

    156° Divisione Vicenza

    ©

    156° Divisione Fanteria Vicenza