Il capitello dedicato ai Dispersi in Russia – Campolongo di Cadore (BL)

I primi anni ’80 hanno visto il Gruppo Alpini di Campolongo di Cadore impegnato in un’opera memorialistica che, per la sua peculiarità, ha richiesto notevole impegno tanto sul fronte burocratico quanto su quello economico.
       All’ingresso del paese, a lato della strada statale, l’antica Cappelletta detta “del Cristo” (1673) versava ormai da tempo in un pessimo stato di conservazione. Come la struttura muraria ed il tetto, anche l’imponente crocifisso ligneo del ‘600 in essa custodito manifestava l’assoluta necessità di un restauro. Il Gruppo A.N.A. Campolongo, tra il 1984 ed il 1985 si assunse l’onere di provvedere a quanto necessario per rendere di nuovo il sito decoroso e accessibile, chiedendo di potervi realizzare un memoriale dedicato ai Dispersi in Russia della Val Comelico nella Seconda Guerra mondiale.

Su progetto dell’Ing. Boranga di Belluno, la cappelletta fu restaurata nelle parti in muratura e si prima del restauro provvide al rifacimento del tetto (quest’ultimo a cura di Riccardo Sacco da Comelico Superiore). Furono ripulite da polvere e smog le due colonne in pietra a sostegno del timpano, mentre il pavimento interno, quello del portico e i parapetti laterali furono lastricati con piastre di granito chiaro (Ditta De Martin Urbano e Giordano di Dosoledo). Infine, dei lavori di muratura e dell’applicazione delle mattonelle in pietra lungo tutto il perimetro esterno, che andarono a formare l’elegante zoccolo che slancia la struttura architettonica e ripara la base dei muri dalle piogge e dagli accumuli di neve, si occupò Roberto De Zolt Tono, alpino del Gruppo di Campolongo.  Sulla parete di fondo, all’interno del capitello, un grande dipinto del pittore di Campolongo Bruno De Bernardin Palò ricorda la tragedia della ritirata di
Russia, mentre sul timpano
esterno, sopra alla scritta “Pax et fraternitas”, la mano dello stesso artista ha raffigurato Gesù misericordioso che accoglie tra le sue braccia tutti i popoli del mondo senza distinzione di razza, colore o lingua.
Sulla parete destra della cappelletta incisi in rilievo su targhe di bronzo (opera della Fonderia Michielli), figurano i nomi dei Dispersi in Russia dei Comuni di Comelico Superiore, S. Nicolò di Comelico, S. Pietro di Cadore e S. Stefano di Cadore. Mancano i nominativi dei Dispersi del Comune di Danta, in quanto lo stesso non aderì all’iniziativa dell’A.N.A. Campolongo perché quel paese aveva dedicato una cappella alla memoria dei propri concittadini rimasti nella terra dei girasoli. Sotto ai nomi dei Dispersi, una teca, fissata alla parete medesima, custodisce un sacchetto contenente terra di Russia, donato dal Presidente della Sezione Cadore Antonio Cason, che l’aveva raccolta in occasione di un suo viaggio in U.R.S.S..

Il restauro del grande crocifisso fu affidato dal Gruppo Alpini di Campolongo a Goffredo Colz, abile professionista di La Valle (Val Badia - BZ). È sorretto da un piedistallo di granito ed è rivolto verso le targhe con i nomi dei Dispersi; di fronte, un elegante piedistallo in ferro battuto, dono di Silvio Casanova, sorregge il cero perpetuo (offerto annualmente da uno dei quattro Comuni della Val Comelico che aderirono all’iniziativa) che arde notte e giorno per tutto l’anno.

L’inaugurazione ebbe luogo il 22 settembre 1985 con una cerimonia presso la cappelletta, dove Valerio Quattrer tenne un commovente discorso, e un’imponente celebrazione in piazza S. Giacomo a Campolongo. Dopo la messa in suffragio dei Caduti, fu consegnato un ricordo (un cappello alpino di bronzo) a tutti i reduci di Russia del Comelico ancora in vita.  All’interno del sacello sono ricordati, con i nomi impressi nel bronzo, i donatori di organi ed i caduti sul lavoro del paese di Campolongo, a testimonianza dello spirito di sacrificio e di solidarietà che ha sempre contraddistinto gli alpini e la gente dei nostri paesi.

 Non possiamo dimenticare, infine, la famiglia Iorio, che in Russia aveva lasciato tra i dispersi il giovane Artigliere del 3° Art. Alpina JULIA Erasmo (1921 – 1943). Dal termine dei lavori di restauro del 1985 in poi si è occupata delle pulizie e del decoro del sacello. Iniziò Filomena Iorio, zia di Erasmo (1905 – 1995); alla sua scomparsa, le è subentrata nell’impegno la nipote acquisita Lida De Zolt Gai (classe 1929, cognata di Erasmo). Oggi, la famiglia Iorio continua a garantire il prezioso servizio grazie alla disponibilità di Erasmo, figlio di Lida e nipote dell’omonimo disperso. 

Annualmente, ormai da quarant’anni a questa parte, nella quarta domenica del mese di settembre, il Gruppo Alpini di Campolongo organizza una solenne cerimonia in ricordo dei Dispersi in Russia. Dopo gli onori ai Caduti e la deposizione della corona, con un gesto altamente simbolico, il Sindaco del Comune che ha offerto i lumini per la lampada perpetua nell’anno in corso, rinnova il simbolico rito dell’accensione del cero, a testimonianza dell’amore e del ricordo che ancora, a distanza di tanti anni, la terra della Val Comelico e la sua gente nutrono per questi figli dispersi in guerra, nell’adempimento del dovere.


L' Ubicazione del Monumento


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